venerdì 26 luglio 2013

un mondo... nel mondo... del mondo...

L'autismo troppo spesso si è parlato di questa realtà, pochi però la conoscono la "vivono", alcune pensano che siano una malattia altri pensano sia dovuto, ad alcune comportamenti, in realtà l'autismo non si sa bene cosa sia.
l'autismo non è una malattia è un'altro mondo un altro universo, la persona autistica è l'attore di questo mondo e attraverso i suoi strumenti cerca di trasmetterlo alle altre persone.
A me piace molto osservarli e relazionarmi perchè sono persone molto pure è bello vedere come basti veramente poco per farli sentire felici.
Tendenzialmente l'autistico lavora per immagini che però  il più delle volte non riesce a comunicare al mondo in quanto gli mancano alcuni strumenti.
Ho vissuto un'esperienza con una persona autistica ed è stato un qualcosa di unico è stato un lavoro molto duro perchè ho dovuto infrangere alcuni schemi mi sono inserito delicatamente nella sua cerchia di relazioni attraverso delle parole che a lui facevano ridere, è stato bellissimo vedere come adesso questo dialogo si sia trasformato e come lui ogni giorno mi faccia entrare nel suo mondo, di come lui accetti che io ne faccia parte.
L'autismo non è facile da gestire ma una volta creato quello spiraglio tale per cui è possibile creare una relazione si apre un mondo infinito e unico, un mondo che pochi possono vedere.
un libro che mi sento di consigliare per chi volesse sapere di più sull'autismo è quello che può dare è "se ti abbraccio non aver paura."

lunedì 15 luglio 2013

la disabilità


Un Viaggio tra se e per gli altri

Tante volte guardando la tv o ascoltando la radio si possono trovare notizie negative, tragedie dovute alla guerra, famiglie distrutte o, ancora, tragedie naturali. Eppure c'è chi, in mezzo a tutto questo, riesce a trovare la forza per rialzarsi ed andare avanti e, in molti casi, aiutare chi non ce la fa.
Sono persone normali che conducono la loro vita, con tutti i belli o brutti momenti, ma che  la società , la maggior parte delle volte,  per paura ed ignoranza,  evita o emargina: li etichetta,  vengono definiti  spastici o mongoli. Gente, il più delle volte,  non degna di essere considerata, visti come un problema, senza però tenere conto della ricchezza che queste persone possono dare:  riescono, attraverso la loro purezza, a mostrare un mondo che noi non siamo abituati a vedere o abbiamo paura di farlo.
Il fatto di "frequentare" disabili può essere visto come una sorta di viaggio, in cui si crea una fortissima collaborazione, quasi un'alchimia,  che  può essere utile a noi,  perchè ci arricchisce, e a loro perchè si sentono accettati in un mondo o in una società che di facciata li accetta ma poi nel concreto non fa nulla se non, a volte, addirittura compatirli  isolandoli o, come spesso accade, etichettandoli come soggetti  da curare e non come semplici persone con il loro vissuto.